Empatia Universale



Mai come in quest’anno, il passaggio al nuovo anno è atteso con emozioni altalenanti. Le aspettative per il 2021 sono così alte che dimentichiamo le aspettative che anche su noi sono state riposte.

In molti dicevano che saremmo usciti migliori da quest’esperienza. Sembrava che la pandemia ci avrebbe reso più buoni e saggi. La seconda ondata ci ha trovato invece più stanchi e nervosi. In questo momento mi sembra di sentire tutti semplicemente esitanti.

Anche io sono esitante davanti questo 2021. Ho piccoli grandi desideri, come quello di potere riabbracciare i miei genitori, tornare a sedere in meditazione in una stanza reale e non preoccuparmi troppo di respirare e condividere la stessa aria ma sentire anzi in questo scambio la nostra vicinanza, che l’isolamento sta mettendo in discussione.


Mi piace pensare però che da questo strano 2020 abbiamo tutti avuto un assaggio della vicinanza con gli altri in una sorta di empatia universale. Per una volta abbiamo avuto tutti l’occasione di sentire cosa vuol dire vivere nell’incertezza, fare piani senza la certezza di portarli avanti, concentraci su ciò che veramente conta perché non c’è tempo da perdere, meravigliarci del nostro respiro e esserne grati. Ci sono persone che ogni giorno vivono così a prescindere dalla pandemia.


E’ stato senz’altro un anno segnato da tante perdite. Penso alla mia amica Kathy, a Giulia di Dodi che è mancata troppo presto, e a Ivano che si sta ora riposando da tante fatiche.