© 2018 by Itaca Mindfulness | Via Coletti 2, Treviso 31100 | info@itacamindfulness.com 

  • Black Icon LinkedIn
  • Black Facebook Icon
  • Black Instagram Icon

Il momento perfetto

Quali sono i momenti perfetti delle nostre giornate? Il momento perfetto per lavorare, per riposare, per leggere, per meditare? Il momento perfetto è forse quello che dovrebbe condurci alla felicità, a un senso di soddisfazione o di pienezza? A volte sembra non arrivare mai, altre volte sembra che ogni momento è perfetto così com'è se solo ci concediamo di notarlo. 

 

In un certo senso la meditazione è un addestramento a coltivare un’apertura al momento perfetto.

 

Il momento perfetto non arriva tutte quelle volte in cui siamo di fronte al “non mi piace, non lo voglio”. Releghiamo il momento perfetto a condizioni particolari e quando non si verificano, reagiamo."Se solo ci fosse stato il sole... se solo il mio capo fosse più umano". 

 

Il momento non è perfetto inoltre quando pretendiamo che una determinata situazione duri per sempre. "C'è il sole però...ho sentito dire che domani tornerà la pioggia". A volte abbiamo la percezione dell'unicità e brevità del momento quando scattiamo una foto e poi scopriamo di essere riusciti a cogliere l'attimo: l’espressione di un volto, la luna impigliata tra i rami di un albero. Quel momento perfetto dura il tempo di un clic e è già passato. Solo nelle fotografie possiamo fermare il tempo, nella vita reale tutto passa. 

 

Il momento non è perfetto tutte le volte in cui ci concentriamo solo su di noi. A questo proposito mi fa sorridere e riflettere un aneddoto di Sharon Salzberg in cui raccontava di una volta in cui si trovava imbottigliata nel traffico con un’amica e si lamentavano delle macchine, della guida; della gente per poi costatare che anche loro erano in quel momento “il traffico”. Quante volte facciamo la stessa cosa in fila al supermercato o alla posta, o in ufficio quando giudichiamo l'atmosfera negativa. Tutte le volte che ci contrapponiamo agli altri e ci chiudiamo nella nostra auto-referenzialità, generiamo sofferenza e insofferenza. In quel momento non incontreremo mai il momento perfetto.

 

Il momento è perfetto tutte quelle volte in cui siamo veramente presenti. Sono numerosi i momenti perfetti che si alternano nelle nostre giornate. Spesso però neanche ci facciamo caso. Ci svegliamo la mattina già imbronciati per le tante cose da fare e forse tralasciamo che quel risveglio al mattino, è un momento perfetto e non ha nulla si scontato. Penso al fantastico discorso che ha tenuto lo scrittore Vonnegut in una università americana dal titolo “Quando siete felici, fateci caso”. 

 

Il momento perfetto è tale se solo lo incontriamo veramente. Cosa vuol dire? Si tratta di essere vicini all’esperienza diretta e cioè alle sensazioni nel corpo, alle emozioni, ai pensieri che ci attraversano, alla possibilità di accogliere anche sensazioni spiacevoli.

Infatti non è tanto l’evento spiacevole a rendere il momento imperfetto, piuttosto la nostra avversione a ciò che stiamo provando. Nel momento in cui ci arrendiamo anche a quella e l’accogliamo come parte integrante dell’evento, allora ci apriamo sinceramente al momento. A questo proposito trovo interessante la ricerca condotta di Killingsworth di Harvard nel 2010 sulla felicità; e la scoperta che i momenti in cui siamo più infelici sono quelli in cui non siamo presenti, quelli in cui vorremmo essere altrove, quelli in cui rimuginiamo su noi e la nostra condizione. La ricerca mostrava il fatto che trascorriamo il 47% del nostro tempo con la testa altrove, lontana dalla situazione che stiamo vivendo. Questo vuol dire che trascorriamo in media la metà della nostra vita non a vivere il momento così com'è ma persi in proiezioni future o rimuginii passati. Come dice il mio insegnante Bob Stahl, spesso quando siamo persi nei nostri pensieri, stiamo fantasticando su una conversazione futura oppure stiamo rivivendo una conversazione del passato. 

 

La pratica formale, cioè la meditazione, è un’arena perfetta per sperimentare come incontriamo il momento. Spesso nel silenzio e l’immobilità possiamo cogliere alcune delle nostre tipiche reazioni. Quando inizieremo a fare l’esperienza che la meditazione è perfetta così com’è, con la distrazione, con il rumore, forse inizieremo a aprirci al momento perfetto.  Ecco con le parole della maestra Charlotte Joko Beck:

La pratica è questa. Ciò che dobbiamo sviluppare è la capacità di stare intensamente nel qui e ora. Dobbiamo sviluppare la capacità di decidere, di fare questa scelta…. La pratica è una scelta ogni volta rinnovata, un bivio che ci si apre continuamente davanti. Momento per momento siamo chiamati a decidere tra il momento meraviglioso dentro la nostra testa e la realtà…Ciò che impariamo dal sedere tranquillamente con il disagio è così preziosa che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.”

 

Forse invece di parlare di momento perfetto possiamo parlare di momento autentico e cioè quel momento incontrato sinceramente così com’è e senza cambiare nulla. Forse invece di pianificare la vacanza perfetta o il momento perfetto, possiamo addestrarci a vivere una vita che coltiva semplicemente il momento. Nella semplicità e autenticità di quell’attimo forse possiamo scoprire una qualche perfezione. Chiudo ancora una volta con le parole di Charlotte Joko Beck che descrivono bene la necessità di sincerità e autenticità per aprirci veramente al momento e così solo forse scoprirlo perfetto o quanto meno “soddisfacente”. 

 

Quando saremo totalmente sinceri con ciò che accade in questo preciso momento, allora lo vedremo. La pratica non ha nulla a che vedere con cose come “dovrei essere buono dovrei essere gentile, dovrei essere questo o quello”. Io sono ciò che sono in questo preciso momento… dobbiamo rinunciare all’idea che, se solo potessimo scoprirla, ci deve essere una vita perfetta per noi, gusta per noi. La vita è così e basta. Solo rinunciando a manovre di questo genere la vita incomincia a essere più soddisfacente

 

Please reload

Post Consigliati

Please reload

Continua a leggere il blog. Iscriviti alla Newsletter.