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L'intenzione di comprendere

 Da sempre mi viene detto che parlo velocemente. E' vero. Mi accorgo che questa tendenza aumenta in determinare circostanze; per esempio quando sono stanca, quando sono intimidita da una situazione, e anche quando temo di essere interrotta (questo mi capita più spesso quando sono a Palermo). Perché vi racconto tutte queste cose? Praticare mindfulness mi ha svelato qualcosa in più sui miei schemi comunicativi, sulla mia reattività e quindi su ciò che accade dentro di me. 

 

Se è vero che la meditazione di consapevolezza ci mostra soprattutto in che relazione siamo con il momento presente; allora osservare le nostre comunicazioni, ci svela molto su di noi. 

Come dice Oren Jay Safer “…la comunicazione umana è qualcosa di più di un semplice scambio linguistico. E’ un esperienza reale, vissuta e multidimensionale che coinvolge il nostro essere nel suo insieme: pensieri, sentimenti, ricordi, la nostra storia… Una comunicazione efficace ci chiede di sintonizzare il nostro mondo interno e esterno, continuamente adattandoci al momento presente”.

 

Parliamo anche di comunicazione al corso MBSR (e lo approfondiremo con il prossimo corso di Comunicazione Mindful)

Infatti essere presenti è un fondamento indispensabile per qualsiasi conversazione. Eppure quanto presenti siamo a noi stessi e all’altro nelle tante conversazioni che abbiamo in una giornata? Quanti di noi dicono di ascoltare l’altro ma non sono in grado di ripetere quello che è stato detto senza aggiungere un’interpretazione o un commento? Sappiamo già quello che l’altra persona dirà ma soprattutto siamo concentrati su quello che noi vogliamo. Ascoltiamo per rispondere e non per comprendere. E così facendo viene meno la ragione del nostro comunicare. 

 

Nel corso di una giornata abbiamo infinite conversazioni: in famiglia, al lavoro, con il vicino, il postino, le televendite. Abbiamo anche infinite conversazioni nella nostra testa. A questo proposito il mio insegnante Bob Stahl dice che quasi sempre quando siamo persi nei nostri pensieri stiamo rimuginando su una conversazione avuta o avendo una fantasia su una conversazione mai avvenuta. Vi ci ritrovate? Io sì.

 

Un altro insegnamento prezioso che arriva da Bob, è l’importanza di prendersi 100% delle responsabilità sulle nostre azioni e reazioni. Questo vale anche nella comunicazione. Come posso ritenere il mio interlocutore responsabile della mia reazione?  

Spesso incolpiamo il nostro interlocutore della nostra risposta emotiva e non ci accorgiamo che stiamo tenendo fuori i nostri bisogni, il contesto, la nostra storia personale. In questo senso la mindfulness ha un potere incredibile nello svelare quanto giudizio portiamo nelle nostre conversazioni e soprattutto ci mostra chiaramente i nostri bisogni più profondi.

 

La comunicazione mindful mi ha reso consapevole di piccole sfumature che hanno fatto grandi differenze nelle mie relazioni e nella mia vita:

il valore del silenzio, delle pause, dell’ascolto e poi, il potere di cogliere le intenzioni che precedono la comunicazione; la motivazione che guida il parlare e l’ascoltare. Comprendere è forse l’intenzione più potente nella comunicazione. A volte può trasformare in modo imprevedibile una conversazione. La possibilità di lasciare andare il risultato finale (avere ragione, convincere l’altro, ottenere quello che avevamo in mente) e interessarci sinceramente a capire l'esperienza dell'altro può cambiare il nostro modo di vedere e incontrare il mondo. Come dice il teologo Lochhead "è un modo di conoscere quella verità che nessuna delle due parti possedeva prima di quella conversazione". Ecco questa semplice e basilare intenzione, credo che possa cambiare il mondo, un respiro alla volta, una conversazione alla volta. Personalmente, non sempre riesco, ma contino a praticare. 

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