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Riformulare i buoni propositi

 E' frequente nel mese di Gennaio formulare una lista di desideri e buoni propositi per il nuovo anno. E' qualcosa di naturale anche per chi come me, non fa una vera e propria lista. Probabilmente inconsciamente sentiamo di stare attraversando una soglia e, come se ci venisse data l'occasione di ripartire da capo, rifacciamo il punto. In realtà in qualsiasi momento della vota possiamo ricominciare. La meditazione di consapevolezza sul respiro ci mostra proprio questo: ogni respiro è un nuovo inizio. L'occasione in realtà è più ricca e profonda di quanto immaginiamo, e l'inizio del nuovo anno, ci offre l'occasione di rifare il punto della situazione.

 

Chi mi conosce, soprattutto chi ha praticato con me, sa quanta enfasi metta nella differenza tra intenzione e aspettative. Ne ho parlato in un blogpost in cui racconto la pienezza dell'intenzione e il vuoto dell'aspettativa. Ecco cosa dicevo:

 

Le aspettative hanno sempre un qualcosa di frustrante e sono più create da quella parte di noi che sente che manca qualcosa; che vive in una dimensione del se solo.b“Se solo il mio capo”, ”se solo mio marito”…

Le aspettative fanno più pensare a un vuoto che cerchiamo affannosamente di riempire.

Le intenzioni hanno un che di appagante, sia che le sentiamo realizzate o meno.

 

Che aspettative abbiamo per il 2019? Osservando ciò che desideriamo per il nuovo anno, abbiamo la possibilità di notare se siamo più focalizzati su ciò che manca invece di apprezzare ciò che c’è. Possiamo osservare soprattutto che relazione abbiamo con queste aspettative e forse trasformare un severo giudizio verso noi stessi in gentilezza verso l'impegno e la responsabilità che stiamo assumendo nella nostra vita. 

 

Per questo possiamo riformulare le nostre aspettative in intenzioni; e notare l’abbondanza che ci circonda invece che la mancanza. 

Proviamo subito. 

 

Facciamo una lista delle cose che sono già nella nostra vita e che apprezziamo. 

  • Osserviamo gli aspetti che diamo per scontati come il fatto di essere vivi, il fatto di avere una casa o comunque trovarci al caldo, protetti e al sicuro. Tutti elementi che desideriamo mantenere nella nostra vita per l’anno che verrà. 

  • Notiamo anche le cose meno essenziali ma di cui godiamo nel corso della giornata, come il fatto di avere una connessione internet e un supporto che ci permette di leggere questo blog.  

  • Facciamo un elenco di amici e familiari su cui possiamo contare. Possiamo anche fare una lista delle persone a cui siamo grati. Persone che con un gesto o una parola di incoraggiamento ci hanno aiutato; chi si è occupato di noi o dei nostri cari, mentori o persone che hanno influenzato in modo significativo la nostra vita, magari qualcuno con cui riconciliarci. Magari formulare l’intenzione di raggiungerle per telefono, messaggio, email per dire grazie. 

  • Possiamo includere nella nostra lista i talenti che abbiamo, che arricchiscono la nostra vita e quella delle persone intorno a noi. 

  • Osserviamo quanta abbondanza ci circonda.

 

Ora riprendiamo la nostra lista dei buoni propositi o facciamone una. Dopo avere riconosciuto quanto è già presente nella nostra vita, forse la nostra lista potrebbe essersi trasformata in un elenco di azioni per coltivare, proteggere e preservare la preziosità di quello che già abbiamo.

Ma probabilmente c’è ancora spazio per qualche desiderio. Desiderare di migliorarci e migliorare la nostra vita è naturale, e se partiamo da una posizione di abbondanza invece che di mancanza, la prospettiva sarà diversa.

 

Possiamo provare a trasformare i “dovrei” e i “vorrei” in un augurio che rivolgiamo a noi stessi. 

Non serve avere solo desideri profondi significativi. Diamo spazio a tutto quello che è presente nel nostro cuore senza escludere nulla. 

Per esempio, nel 2019 io vorrei imparare a suonare la chitarra. Molti, dopo il periodo delle feste, vorranno perdere peso e andare in palestra. Altri, riconoscendo un momento di oggettiva difficoltà avranno l’esigenza di cambiare abitudini, marito, moglie, lavoro.

Anche questo può essere formulato in modo da abbracciare la nostra pienezza.

 

Che io possa essere in salute fisica, che io possa prendermi cura di me

Che io possa circondarmi delle persone che mi fanno stare bene

Che io possa avere coraggio 

Che io possa avere la forza di accogliere il cambiamento

E per quanto mi riguarda che io possa conservare del tempo per me, per imparare qualcosa di nuovo, che io possa coltivare la leggerezza e l’allegria.

 

Come risuonano queste intenzioni? Io percepisco un senso di pienezza e compiutezza comunque andranno le cose. E’ come se sottintesa fosse la frase, “farò del mio meglio e comunque vada, va bene così”.

 

Rileggere i nostri obiettivi, le nostre aspettative e buoni propositi partendo dall’abbondanza che ci circonda racchiude una forza grandissima. Tutte le volte che meditiamo, iniziamo sempre con l’intenzione che ci ha fatto prendere posto. E’ un’occasione di rinnovare o trovare un significato nelle nostre giornate. Allora i buoni propositi potrebbero non essere soltanto qualcosa da formulare all’inizio dell’anno ma qualcosa da rinnovare giorno dopo giorno per ritrovare un senso più profondo in quello che facciamo. 

Tra le mie intenzioni per l’anno che è appena iniziato, c’è quello di continuare a condividere questo immenso dono della mindfulness, della consapevolezza e dedicarmi a quello in cui credo. 

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