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La soglia del nuovo anno

 

 

Eccoci arrivati a quel momento dell’anno in cui la mente ripercorre gli eventi passati.

Mi piace in questo periodo sfogliare le riviste e trovare le immagini dei “fatti salienti”. La memoria rivive per un breve momento dove mi trovavo. E’ qualcosa di istintivo, un po’ come se percepissi come la mia esistenza condivide spazio e tempo con i grandi eventi dell’anno.

Mi viene in mente Einstein quando dice: "Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo ‘universo’, una parte limitata nel tempo e nello spazio. Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una sorte di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all’affetto per le poche persone che ci sono più vicine. Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza".

 

Sono molteplici le testimonianze che rivalutano la concezione consequenziale del tempo passato, presente e futuro. Sembrerebbe che invece coesistano in un unico spazio di simultaneità. Non provo neanche a perdermi in spiegazioni scientifiche o filosofiche che neanche io ho così chiare. Però, pensando ai buoni propositi per l’anno nuovo e ai pronostici per il 2019, rifletto che il futuro che immaginiamo oggi è solo un’ipotesi costruita nel momento presente, sulla base della nostra esperienza passata. Possiamo fare una prova con la nostra vita e ricordare il futuro che immaginavamo vent’anni fa. 

 

Quando avevo 22 anni lavoravo per una grande azienda italiana del lusso, immaginavo che entro i 30 anni avrei completato un master in business administration e sarei stata sposata con due figli. Oggi non riconosco nessuno di questi progetti (anzi, mi meraviglio di me stessa) ma riconosco che per il momento che stavo vivendo, per gli studi e il vissuto di quei giorni, era un’ipotesi di futuro potenziale.

E comunque mai è stato più azzeccato il detto “se vuoi fare ridere Dio, raccontagli i tuoi piani”.

 

Passato, presente e futuro: ogni momento influenzato dall’altro in modo indissolubile. Nagarjuna, un monaco e filosofo buddista del II secolo diceva, "Se il presente e il futuro esistono in dipendenza dal passato, il presente e il futuro esisterebbero nel passato”.

 

Mentre ripercorro questo 2018  ci sono tanti momenti che voglio ricordare: attimi pieni di gioia e altri pieni di tristezza; la nascita di un bambino tanto desiderato da una coppia di amici, il mio compleanno trascorso con la famiglia al completo e festeggiato anche nell'hospice dove sono volontaria, il matrimonio della mia prima amica, la laurea di Guglielmo, avere condiviso la mindfulness con tante persone che hanno incrociato la mia strada, avere dedicato del tempo alla pratica, avere condiviso il tempo con amici da tutto il mondo. 

È stato anche l'anno di una difficile riabilitazione per un caro amico, mi è spesso mancato mio marito (che lavora in una città diversa dalla mia) e soprattutto è stato un anno segnato dalla malattia e la perdita di una carissima amica con cui ho condiviso fino all'ultimo tanto affetto. 

Desidero ricordare tutto e dare pari dignità e importanza nel mio cuore a ogni momento triste o allegro. Ecco, se c’è una parola che può raccontare il mio 2018 è "condivisione" di momenti, emozioni, conoscenze. 

 

La mia intenzione per il 2019 è che possa essere sempre all’insegna della condivisione. Non ho aspettative per l’anno che sta per iniziare. Solo il desiderio di trascorrerlo con le persone che amo, dedicandomi a quello in cui credo. 
Il passaggio verso il nuovo anno racchiude un certo mistero, un senso di cambiamento, un varco che simbolicamente attraversiamo. 

A questo proposito, condivido qualche riga del grande scrittore e poeta irlandese John O’Donohue in un brano che parla di soglie da attraversare e cambiamenti da incontrate con fiducia e coraggio. Ringrazio di cuore chi ha trascorso l’anno con Itaca Mindfulness, e chi ha scelto di condividere un po’ di strada insieme. Buoni giorni!

 

“Il cambiamento arriva nella natura quando il tempo è maturo. Questo spiega la sicurezza con cui una stagione sopraggiunge sull’altra. Come se le stagioni si susseguissero in un ritmo impostato all'interno di un continuum. Cambiare è uno dei grandi sogni di ogni cuore: cambiare i limiti, l'identità, la banalità o il dolore. (…)

In qualsiasi momento puoi chiederti: a quale soglia mi trovo? In questo momento della mia vita, cosa sto lasciando? Dove sto per entrare? Cosa mi impedisce di superare la mia prossima soglia? Quale dono mi avrebbe permesso di farlo?

Una soglia non è un semplice confine; è una frontiera che divide due diversi territori, ritmi e atmosfere. A ogni soglia si avverte una grande complessità di emozioni: confusione, paura, eccitazione, tristezza, speranza. Questo è uno dei motivi per cui ogni passaggio importante è sempre vestito di una certa ritualità. È saggio nella propria vita essere in grado di riconoscere le soglie; prendere il tempo necessario; sentire tutte le varietà di presenza che si accumulano lì; ascoltare dentro con attenzione completa finché non senti la voce interiore che ti chiama in avanti. È giunto il momento di attraversare. Riconoscere e attraversare una nuova soglia è sempre una sfida. Richiede coraggio e anche un senso di fiducia in tutto ciò che sta emergendo.” 

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