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Di cosa parliamo quando parliamo di mindfulness

E' arrivato il momento dell’anno in cui tra presentazione e colloqui dei prossimi corsi di mindfulness, mi trovo a raccontare più e più volte cos'è la mindfulness.

 

Mindfulness è la traduzione inglese di una parola in lingua pali (una delle più antiche lingue indiane) che è sati. Il suo significato è molto ricco e pe questo non ha mai trovato una soddisfacente e univoca traduzione proprio perchè racchiude molteplici sfumature Visione profonda, consapevolezza, attenzione con una sfumatura a quell'attenzione che discerne, in grado di distinguere. Mi piace anche la sfumatura che fa riferimento alla sfera del ricordare. Non solo la possibilità di ricordarci di essere svegli, presenti alla vita, ma ricordare questa consapevolezza che già ci appartiene e che grazie alla pratica emerge un respiro alla volta.

 

La Mindfulness secondo la definizione di Jon Kabat-Zinn, il biologo molecolare che nel 1979 ha avuto l'intuizione e il merito di portare la mindfulness in ambito accademico e sanitario, è descritta come la consapevolezza che emerge prestando attenzione, intenzionalmente e senza giudizio al dispiegarsi del momento presente. La possibilità di incontrare la propria vita, la propria esperienza con apertura, con gentilezza e curiosità. 

 

Ci sono molte definizioni autorevoli, ma quello che ancora oggi mi appassiona è l’accessibilità di questa pratica e la possibilità di essere raccontata attraverso le sfumature di cui si colora la vita di chi pratica. Per esempio per me, un haiku che descrive in modo eccellente un aspetto della mindfulness recita "L'ho visto scendendo quel fiore che non avevo visto scendendo".

 

Quel fiore è sempre stato lì, ma semplicemente non lo vedevo. Continuavo a correre nella mia ruota come un criceto impazzito e poi, semplicemente mi sono risvegliato alla vita e ho cominciato a vederne le sfumature.

Mi sono ricordato di questa possibilità che già vive dentro di me.

 

Mindfulness vuol dire prendere posto nella propria vita. Non importa se prendiamo posto su un cuscino da meditazione o una sedia. Il semplice atto di scegliere di prendere posto per fermarsi e osservare dove siamo nella vita, questa è già mindfulness.

 

Mindfulness è un viaggio per tornare a casa; questa è la sfumatura che ha influenzato e dato il nome al mio progetto Itaca Mindfulness. Ricordate Itaca? La terra, la casa che Ulisse cerca di raggiungere attraverso un lunghissimo e avventuroso viaggio. Un viaggio in cui l’eroe abbandona l’astuzia e incontra invece la propria vulnerabilità. Ecco meditare è un po’ come tornare a casa. Molti immaginano che meditare sia qualcosa di strano, esoterico che chissà in quali luoghi ci porterà. Eppure, la sensazione che ho avuto e quella che sento frequentemente da chi fa un percorso di meditazione, è quel benessere che si prova nel ritrovare la propria casa. Come quando dopo un lungo viaggio si apre la porta di casa e si scopre che tutto è lì come lo avevamo lasciato. 
 

Mindfulness è semplicemente essere presenti a questo momento e anche accorgerci quando non lo siamo. Sembra facile ma scopriamo quasi subito che non o è. Siamo proiettati nel futuro, nel rimuginare il passato. Un po’ alla volta iniziamo a notare la differenza tra diventare consapevoli di un pensiero e essere portati via da un pensiero.

 

Qualche anno fa durante un corso, ho ascoltato la definizione di Matthew Brensilver un insegnante della East Coast trapianto in California. Matthew offre una “triplice” descrizione della parola. Mindfulness è una pratica, un momento, un atteggiamento. 

Mindfulness è una pratica. Per pratica s’intende l’atto in cui prendiamo posto e ci dedichiamo alla meditazione. Venti, trenta minuti, un’ora: tutte le indicazioni e i suggerimenti per riportate l’attenzione al momento presente. 

Mindfulness è un momento. Nel corso della meditazione e nel corso della giornata, si manifestano momenti di pura presenza. Giorno dopo giorno, meditazione dopo meditazione, questi brevi momenti aumentano fino a diventare un vero e proprio atteggiamento.

Mindfulness come atteggiamento. Un modo di guardare la vita, di incontrare le nostre giornate e la nostra vita.

 

Di recente mi sono imbattuta in questi versi di Emily Dickinson “Dovunque tu sei, quella è casa” (che poi mi fa pensare al “Dovunque tu vada, ci sei già” di Jon Kabat-Zinn). Siamo esattamente dove dovremmo essere. Questa è mindfulness. La domanda è: ce ne accorgiamo? 

Con la mindfulness prendiamo posto nella nostra vita, per ricordare di quella consapevolezza che ci appartiene, e scoprire la strada per tornare a casa o accorgerci forse di non averla ma lasciata. 

 

Il mio invito è quello di non affezionarsi a nessuna definizione in particolare ma esplorare, cosa vuol dire per te mindfulness.

Cosa vuol dire essere consapevole. Il modo migliore è partecipare a un corso MBSR un percorso intenso e intensivo per contattare questo nostro immenso potenziale. Se vuoi scoprire di più contattami. 

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