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Una vita in vacanza con la Mindfulness

Ieri è caduta la prima neve sulle montagne ed era il 26 Agosto. Senz’altro troppo presto. Oggi lunedì, il paese dove mi trovo a 1220 m di altezza si è svuotato. Le strade di nuovo libere, nessuna coda al supermercato o al bar, il silenzio è tornato a regnare in questa valle. Ho immaginato la città riempirsi nuovamente. Anche se posso ancora godere della pace di questi luoghi, la mia mente è andata al rumore della città che si affanna a ritrovare la sua velocità, e io la mia.

 

Sono tantissimi i segnali che annunciano “la fine dell’estate” e l'inizio di una nuova stagione. Forse anche voi siete bombardati dalle tante email e post sui social che annunciano i prossimi corsi, mostre e iniziative dell'autunno (tra questi i miei corsi di mindfulness!). Senza neanche accorgercene siamo già proiettati in un tempo diverso da questo

 

Non c’è nulla di male a fare piani, anzi. Mi domando però se stiamo lasciando qualche spazio vuoto, qualche spazio al non-programmato come a volte ci concediamo in vacanza.

Una canzone famosa di questo inverno, raccontava l'idea di trascorrere una vita in vacanza. Ecco, in un certo senso trovo che è una delle possibilità che offre la mindfulness. Mi riferisco all’etimologia di vacanza, a quella possibilità di creare un vuoto (vacuum), uno po’ di spazio che è per me uno dei doni più grandi della pratica. Il gentile richiamo a ritornare a questo momento, proprio a questo, il lasciare andare i piani futuri, i ricordi passati; una possibilità non solo per indugiare ancora un po’ in questi attimi di estate; ma anche l’intenzione di continuare a fare spazio per ciò che davvero conta per noi, trascorrendo in questo senso, una vita in vacanza. 

 

Ok, mi rendo conto che è difficile immaginare una vita così. E’ vero però che la mindfulness ci offre uno spazio per semplicemente essere. Lasciando andare lo human-doing e tornare allo human-being.

 

Oggi leggevo su un noto quotidiano una lista di consigli per sopravvivere al rientro dalle vacanze. Come il programmare presto un viaggio e un weekend fuori. Ecco, la provocazione è proprio questa: perché non programmare per il prossimo autunno uno spazio vacuum nel nostro calendario? Spesso è in questo spazio vuoto che la meraviglia arriva, che la creatività sorge. Perché non concederci la possibilità di stupirci ogni giorno per piccoli miracoli, come la neve in Agosto, ed essere semplicemente grati. 

 

Per me l’estate è stata davvero un’occasione per fare spazio. Mi sono dedicata a me stessa. Ho partecipato a un ritiro  con il maestro di meditazione Bob Stahl, ho seguito un corso online sulla meditazione della gentilezza amorevole con Sharon Salzberg. Mi sono dedicata a mio marito e alla mia famiglia con cui purtroppo non riesco a passare tanto tempo. Ho letto libri, dormito di più, mi sono dedicata a hobby inusuali come dipingere. Direi, niente di speciale eppure ogni attimo prezioso. (Alla fine del post c'è qualche foto della mia estate).

 

Mi auguro di cuore che siate riusciti anche voi a fare un po’ di spazio per voi e per ciò che è importante nella vostra vita. Soprattutto auguro a voi e a me stessa di continuare nei prossimi mesi a trovare un po’ di vuoto, uno spazio per coltivare ciò che vale. 

 

Nel corso dell’estate mi sono imbattuta in un testo di Matt Licata, un insegnate di meditazione e psicoterapeuta americano. Il testo parla proprio della possibilità di prenderci un giorno libero da noi stessi, da tutti quei piani che abbiamo per migliorarci, per conoscere, scoprire.  "Avere il coraggio di accettare una sconvolgente-possibilità: che nella tua vita non c’è nulla di sbagliato, non manca proprio nulla e che la tua vita non è un progetto da risolvere, ma un mistero da vivere". Stupirci di questo momento, di questo respiro, "sintonizzandoci col miracolo". Il testo tradotto da me. Come sempre perdonate le imperfezioni.

 

Prendersi un giorno libero dal divenire di Matt Licata 

 

Come sarebbe se ti prendessi un giorno libero dal dover diventare qualcuno o qualcosa di diverso da quello che sei? Anche poche ore? Anche brevi momenti? 

Per mettere da parte il grande progetto di migliorare te stesso, di guarire dal tuo passato, di essere qualcuno diverso, di imparare qualcosa di nuovo. Per capire qualcosa, per esprimere nuove cose o esperienze, per sostituire ciò che è qui con qualcosa di diverso. Avere il coraggio di accettare una sconvolgente-possibilità: che nella tua vita non c’è nulla di sbagliato, non manca proprio nulla e che la tua vita non è un progetto da risolvere, ma un mistero da vivere.

Per fare una passeggiata in questo nuovo giorno sapendo che sei già completamente connesso. Che non c'è niente che devi prima imparare o risolvere o capire o addirittura guarire nel senso convenzionale del termine. Dare il benvenuto alla possibilità che tu non abbia bisogno di migliorare questo momento. E questa possibilità è rivoluzionaria. Permettere solo per un momento di avere tutto ciò di cui hai bisogno per essere presente pienamente, in quella parola sacra che ti circonda, con tutta la sua gloria, confusione, disperazione lancinante, pura speranza, gioia senza ragione e cuore spezzato .

 

Potrebbe essere esilarante permettere tutto questo, concederti tutto questo, anche solo per pochi istanti. Potrebbe anche essere abbastanza disorientante. La mente si affannerà per trovare il punto di partenza di un problema, per orientarsi e difendersi contro l'assoluta spaziosità dell'essere. È così aperto qui.

Ma la mente si contrae in risposta a così tanto spazio. Aspetta un attimo, c'è qualcosa che non va, vero? Potrei giurare che qualcosa non va. Deve esserci qualcosa da riparare, guarire, spostare o trasformare; un po’ più di crescita, comprensione, intuizione, realizzazioni che devono accadere prima che io possa essere veramente qui, prima che io possa mettere piede a terra tra stupore e gratitudine, e impegnarmi in questa vita.

 

È solo un esperimento. Solo per pochi istanti. Non ti preoccupare Puoi tornare alla vita fatta di problemi più tardi, se vuoi. E occuparti delle cose di cu ti devi occupare. Ma per ora, guarda in alto nel cielo, riposa sulla terra fangosa, tocca l'acqua, senti il ​​tuo cuore battere. Sei vivo. Tu sei qui. Tutto quello che è successo, tutti quelli che hai mai incontrato ti hanno portato a questo momento. Per miracolo, l'amore è venuto nel mondo del tempo e dello spazio come te, come la tua vita, esattamente com'è, come espressione del grande mistero.

Il respiro sta entrando e uscendo ora, sia che tu creda che te lo meriti o no. La terra ti sostiene incondizionatamente; non stai cadendo nello spazio. Ma il respiro sparirà a un certo punto, di solito molto prima di quanto vorremmo. Respira profondamente ora. E sintonizzarsi con il miracolo. Non è il caso di rimandare oltre il tuo essere qui presente. Non sappiamo mai se domani ci sarà un'altra opportunità.

 

 

 

 

 

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