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Carolina Traverso si racconta, con mente calma e un grande cuore aperto.

E’ con una certa emozione che intervisto Carolina Traverso, psicologa e psicoterapeuta, insegnante di Mindfulness e autrice del libro Mente Calma Cuore Aperto.  Soprattutto Carolina è l’insegnante con cui mi sono avvicinata alla Mindfulness. Quindi come tutti i maestri e le guide occupa un posto importante nel mio cuore.

 

 

IM: A un anno dalla pubblicazione di Mente Calma e Cuore Aperto, quali sono le emozioni e le considerazioni presenti oggi? 

CT: Mi sembra che sia passato un secolo dall’uscita di Mente Calma Cuore Aperto! Confesso che quando Sperling&Kupfer mi ha contattatata, inizialmente per propormi un breve e-book, mi sono subito detta: “Eh no! Con loro io scriverò un libro!” (ride). Dopo la firma del contratto però, la fiducia, mista forse a un pizzico d'incoscienza, ha lasciato spazio al dubbio: “Carolina, sarai davvero in grado di farlo?”. E’ stata un’esperienza profondamente trasformativa. Innanzitutto, mi ha permesso di contattare la mia voce più autentica. Piuttosto velocemente ho capito che, se volevo superare il blocco della scrittrice, avrei dovuto parlare con il cuore, nel mio linguaggio, senza pensare di dovere imitare o, peggio ancora, di dovere essere all’altezza dei miei autori preferiti. Il primo insegnamento di Mente Calma Cuore Aperto, che porto ancora con me, è che  per comunicare ciò che ami devi contattare i tuoi valori, e fidarti del tuo valore. Certamente sono stata avvantaggiata, in questo, dalla pratica meditativa che consiglierei a chiunque si trovasse di fronte a un blocco creativo o avesse dei dubbi circa le proprie capacità.

 

IM: Quello che amo del tuo libro è l’incredibile accessibilità: il fatto che parli al lettore in modo semplice e gentile, che poi corrisponde a un’altrettanta accessibilità della Mindfulness. Cos’è che ami del tuo libro, magari un capitolo a cui sei particolarmente legata?

CT: Ciò che ho amato di più di Mente Calma Cuore Aperto non è legato tanto a particolari capitoli, quanto alle sezioni intitolate Condivisione, che compaiono nelle parti pratiche, dedicate alla mindfulness del respiro, alla mindfulness del corpo e alla mindfulness delle emozioni. Le condivisioni sono state per me modi di elaborare e di offrire al lettore tutto ciò che ho imparato sinora sulla mindfulness, non solo come psicoterapeuta e insegnante ma, soprattutto, come essere umano. Può sembrare strano, ma sono stata io, per prima, a beneficiare di ciò che scrivevo, perché ho potuto riflettere anche sul significato più profondo che la pratica ha per me. 

Per quanto riguarda l’uso di un linguaggio semplice, l’ho sempre considerato fondamentale. Potrei sbagliarmi, ma ho l’impressione che sia piuttosto difficile toccare il cuore delle persone parlando in modo troppo complicato. In fondo, non lavoro per affaticare gli altri, ma per farli sentire un po’ più leggeri e, forse anche per questo, più capaci di entrare in contatto con ciò che sentono. 

 

IM: Ogni insegnante lascia sempre numerosi doni, riflessioni, espressioni che diventano una parte di noi. Per esempio per me ha sempre avuto una grande risonanza “Siamo interi, siamo vivi e possiamo accorgercene. Tre miracoli che accadono contemporaneamente". Qual è un dono ricevuto da un insegnante che ha influenzato la tua pratica o il tuo modo di insegnare?

CT: E’ un’espressione che uso ancora tantissimo, e che ha iniziato a far parte del mio linguaggio dopo avere subito un’operazione chirurgica urgente, dopo la quale mi è sembrato davvero incredibile essere viva e intera! La tua domanda mi fa venire in mente un ritiro con Mario Thanavaro. A conclusione di ogni meditazione, invitava le persone a guardarsi intorno per notare luci, forme e colori, e quanto tutto fosse bello. Ogni tanto mi piace ripetere l’invito a chi pratica con me, e sono molto grata a Thanavaro per questo. Provo molta gratitudine anche nei confronti di Lodro Rinzler, che mi ha sostenuta  in un momento sentimentalmente molto difficile, permettendomi di attraversarlo con una forza che non sapevo di avere. Mi riempio sempre di gioia e commozione ogni volta che penso a Jon Kabat-Zinn, senza il quale nè io nè te, forse, oggi insegneremmo mindfulness. Potrei andare avanti per ore in questo elenco della gratitudine, lo sai vero? 

 

IM: Ho avuto la fortuna di assistere all’apertura di Semplicemente Spazio, lo spazio dove offri corsi Mindfulness a Milano e non solo: un luogo dove incontrare la consapevolezza attraverso  diversi autori, insegnanti. Com’è cambiato Semplicemente Spazio dopo la pubblicazione di Mente Calma Cuore Aperto?

CT: Che avventura è stata l’apertura di Semplicemente Spazio! Era l’inizio del 2013, e ovunque si parlava di crisi economica. Ricordo ancora il giorno dopo l’inaugurazione, con Semplicemente Spazio vuoto e il timore di avere fatto una follia nell’aprirlo. Per fortuna, dopo poche settimane, ho potuto verificare che non solo io, ma anche il mio progetto, eravamo tutto sommato sani e che, per farlo funzionare, dovevo solo rimboccarmi le maniche e lavorare molto. E’ indubbio che la pubblicazione di Mente Calma Cuore Aperto abbia portato più persone a venirmi a trovare, e questo mi rende molto felice, come mi emoziona ogni volta sapere che qualcuno lo sta leggendo in luoghi anche molto lontani da Milano. 

 

IM: Cosa c’è nel futuro di Carolina Traverso? 

CT: Semplicemente Mindfulness, il progetto che curo e che trova poi la sua sede in Semplicemente Spazio, è sempre stato in trasformazione spontanea e continua, crescendo oltre le mie aspettative più rosee. E’ proprio con questo sentimento di gratitudine e sorpresa che, da qualche mese a questa parte, ho sentito l’esigenza di fare un po’ di revisione interiore per decidere dove mi piacerebbe portarlo da qui, e come arrivarci. Non ho in mente, per ora, altri libri ma, conducendo una diretta al mese sulla mia pagina Facebook, ho scoperto di amare molto la comunicazione video, e questo potrebbe manifestarsi in qualche forma nel nuovo sito, in uscita all’inizio del 2018. 

 

IM: Un’intenzione che desideri condividere con chi legge questa intervista?

CT: Ho commesso gli errori più grandi della mia vita quando non mi sono fidata del mio intuito. Ho l’impressione che capiti a molti di noi: abbiamo una saggezza di fondo, che viene però sommersa da tutte le storie che ci raccontiamo su come dovremmo sentire, pensare e agire per essere amati e accettati. E’ un vero peccato, perchè ognuno di noi ha qualità preziose da portare in questo mondo, ma rischiamo di non poterle esprimere al meglio se prima non facciamo amicizia con noi stessi. Parlo della possibilità di volerci bene e  prenderci cura di noi, incontrandoci con onestà e con tenerezza, sia quando ci sentiamo splendidamente all’altezza delle nostre aspettative, sia quando ci pare di essere un disastro totale. Ecco, mi piacerebbe che ci ricordassimo tutti il più possibile di non abbandonarci, e che la nostra vulnerabilità è anche la nostra forza. 

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