© 2018 by Itaca Mindfulness | Via Coletti 2, Treviso 31100 | info@itacamindfulness.com 

  • Black Icon LinkedIn
  • Black Facebook Icon
  • Black Instagram Icon

Quando le emozioni diventano ricordi

In questi giorni rifletto sul significato delle vacanze e su come sia cambiato per me nel corso degli anni. Mi accorgo che spesso da un'estate all’altra ricerco e riscopro qualcosa degli anni precedenti. Spesso sono le cose più semplici a richiamare vecchi ricordi: il cigolio di una porta che non aprivo da anni, le cicale che fanno da sottofondo a un riposino pomeridiano, un modo di dire che non sentivo da tempo, i sapori inimitabili della mia terra. E quando invece sono pronta a viaggi o nuove avventure, forse non è la novità del luogo a attrarmi, ma la possibilità di ritrovare certe emozioni di cui forse intuisco la presenza.

 

 

Mi viene in mente una frase che ho letto recentemente: “Di alcune [esperienze] nessun ricordo sopravvive. Di altre, solo alcuni momenti, ore o giorni. Altre invece lasciano impronte indistruttibili, attraverso le quali possono essere richiamate  finché la vita dura. Come possiamo spiegare queste differenze?"

 

Il filosofo William James nel 1890 s’interroga sul perché certe esperienze restano scolpite nella nostra vita per sempre e moltissime altre, semplicemente scivolano via. 

 

Sembra che la capacità che abbiamo come esseri umani di emozionarci, permetta di scolpire nella memoria gli eventi della nostra vita. Quando stiamo vivendo emozioni intense, il nostro cervello si modifica per codificare in modo più efficiente alcuni dettagli della scena; come se l'emozione dicesse: "Ricordati questa esperienza - è importante!”

 

 Quindi, possiamo dire che la storia che raccontiamo di noi, è essenzialmente fatta dai ricordi che collezioniamo grazie alla nostra esperienza emotiva, grazie alle nostre emozioni. E attenzione, non deve necessariamente trattarsi di emozioni che giudichiamo “positive”.  La possibilità di essere veramente presenti alla nostra vita, momento dopo momento, ci permette di riconoscere tutte le emozioni: gioia, paura, rabbia, tristezza. E mentre diventiamo consapevoli della nostra storia emotiva, costruiamo un po' per volta il bagaglio indistruttibile dei nostri ricordi e di noi stessi.

 

 

Allora, vi auguro un'ottima continuazione di estate. Soprattutto vi auguro di emozionarvi; che sia gioia, stupore, paura, rabbia, emozioniamoci e così facendo raccogliamo attimi preziosi da collezionare. Magari possiamo annotarli a fine giornata per poterli ripercorrere più in là.

Non servono avventure strabilianti o viaggi fantasmagorici. Anche chi resta in città o al lavoro, ha la possibilità di scoprire nel corso della giornata piccoli, fugaci momenti di pura emozione.

 

Brancati, uno scrittore siciliano che amo molto scriveva ne I Piaceri “…ho l’abitudine di sorvegliare continuamente la mia memoria e contare ogni sera i miei ricordi come l’avaro conta i suoi marenghi”. 

 

Buona estate e buone emozioni!

Please reload

Post Consigliati

Please reload

Continua a leggere il blog. Iscriviti alla Newsletter.