Tutto cambia


Abbiamo dato il benvenuto all'autunno. Le scuole hanno riaperto, alcuni uffici anche e ci si domanda se a breve chiuderanno di nuovo e in generale come saranno i prossimi mesi; se torneremo alla vecchia vita. Ma quale, ed è veramente possibile?


C'è un koan che racconta di un monaco che chiede al suo allievo "Come fa un illuminato a tornare nel mondo ordinario?" e l'allievo risponde: “Uno specchio rotto non riflette più. I fiori caduti non tornano più ai vecchi rami."


Possiamo tornare alla vita di prima come se nulla fosse successo?

Pensiamo ai grandi eventi che hanno stravolto il mondo come le guerre o l'11 Settembre.

Pensiamo ai grandi eventi che hanno stravolto la nostra vita. La morte o la malattia di una persona cara, la nascita di un figlio, innamorarsi.

Una volta che abbiamo sperimentato quella forma di gioia o, quel livello di angoscia, possiamo sicuramente trovare una nuova normalità, ma non possiamo tornare indietro


Il cambiamento è uno dei temi centrali della mindfulness.

E' celebre la storiella dello studente che chiedeva a Susuki Roshi, il maestro che ha portato lo zen in occidente su come sintetizzare tutti i suoi insegnamenti in due parole.

Lui risponde: "Tutto cambia".


Sembra ovvio: è infatti qualcosa che capiamo intellettualmente ma poi all'atto pratico non siamo così pronti a accogliere i cambiamenti. Soprattutto quelli che etichettiamo come "spiacevoli". Nella pratica di consapevolezza facciamo continuamente esperienza di cambiamento: nel corpo, nel respiro, nell'attenzione ai suoni, nelle nostre emozioni.

In realtà proprio nell'accogliere questo continuo cambiamento facciamo un'immediata esperienza della nostra capacità di lasciare andare.

Soprattutto la mindfulness ci invita non solo a notare questi cambiamenti ma soprattutto come noi ci relazioniamo con questi. Forse sostituire una possibile resistenza con la curiosità e gentilezza.


Il cambiamento è l’unico modo per andare avanti e esplorare la nostra resistenza.

Per qualcuno questo continuo mutare può portare sofferenza.

Ma di nuovo è l’unico modo per andare avanti.

Nel tempo impariamo a apprezzare il cambiamento fino a percepirlo quasi come una consolazione; soprattutto in momenti di sofferenza fisica o mentale possiamo ricordarci che "anche questo passerà".

Ho scoperto alcune righe di Rilke che ho trovato bellissime sul tema del cambiamento. Dicono: "Sii entusiasta di quella fiamma / in cui una cosa ti sfugge di mano / mentre fa una gloriosa dimostrazione di trasformazione."


La natura è una grande maestra. Ci mostra giorno dopo giorno questa impermanenza. Quando una foglia muore e una nuova nasce, non sarà quella foglia a nascere ma una nuova. Questi giorni in cui la natura ha iniziato un'altra trasformazione, il nostro allenamento potrebbe essere semplicemente quello di osservare questo mutare nel corpo, nella mente, nel cuore e osservare come lo incontriamo. Chiudo con una poesia di Kenneth Rexroth che racconta questa trasformazione nella natura.

Le stagioni passano e gli anni cambiano

Senza assistenza o supervisione.

La luna, senza pensare,

Si muove nel suo ciclo, piena, mezzaluna e piena.

La luna bianca entra nel cuore del fiume;

L'aria è drogata dai fiori di azalea;

Nel profondo della notte cade una pigna;

Il nostro falò si estingue tra le montagne vuote.

Le stelle taglienti si muovono tra rami tremanti;

Il lago è nero, senza fondo nella notte cristallina;

In alto nel cielo la Corona del Nord

È tagliato a metà dalla sommità fioca di un picco di neve.

O cuore, cuore, così unico

Intransigente e corruttibile,

Qui giacciamo incantati dall'acqua stellata,

E momenti che dovrebbero durare per sempre

Scivolano inconsciamente vicino a noi come l'acqua.




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