Prendersi cura di sé, per prendersi cura degli altri


Di recente una giovane donna, mamma di due figlie, ha partecipato al corso intensivo di Mindfulness proprio nei mesi in cui sua mamma stava andandosene.

Quello che mi ha colpito fin dalla prima telefonata, è stata la risolutezza con cui ha condiviso di volere partecipare a questo corso per potere essere più presente alle sue bambine e a sua mamma. Era consapevole che questo avrebbe comportato dei sacrifici e una riorganizzazione del proprio tempo.


E’ raro trovare tanta lucidità soprattutto in un momento così doloroso.

Sono infatti più frequenti le situazioni in cui sembra che partecipare a un corso o prendersi del tempo per sé, vorrebbe dire togliere spazio e tempo a altri.


Molte persone che desiderano prendersi del tempo per iniziare a meditare o seguire un percorso di consapevolezza di altro tipo, sentono di stare togliendo tempo ai propri cari. Eppure il modo migliore per proteggere le persone che amiamo, è fare del nostro meglio per offrire la versione più presente, lucida e gentile di noi.

Quando ci prendiamo cura di noi, ci stiamo prendendo cura degli altri. Come direbbe la mia bisnonna Rosetta, l'albero che non copre se stesso non può coprire gli altri.


Allo stesso modo, quando ci prendiamo cura degli altri, quando riusciamo a farlo con cura, pazienza e presenza, ci stiamo anche prendendo cura di noi.


Ricordo bene una conversazione con la mia dolcissima mamma, da sempre dedicata a aiutare il prossimo. Negli ultimi dieci anni, in particolare accudisce mio padre nella sua malattia cogliendo ogni minuscolo cambiamento e occupandosene al meglio delle sue possibilità. Un giorno in un momento di pieno trambusto per un'emergenza che era sorta, mi ha detto “questa è la mia meditazione”.


Questi due episodi, mi ricordano una delle storie che più amo tratta da antichi testi buddisti.

Si tratta di un sutta conosciuto come il discoro di Sedaka.


Una volta in India, un acrobata sistemò il suo palo di bambù nel centro di un villaggio, si arrampicò sul palo con grande agilità e si bilanciò con cura sulla sua punta. Quindi invitò la sua assistente a arrampicarsi sulle sue spalle, dicendole:

“Tu ti prendi cura del mio equilibrio, e io mi prenderò cura del tuo equilibrio. Con noi che ci prendiamo cura gli uni degli altri e ci proteggiamo a vicenda, mostreremo le nostra abilità, riceveremo un pagamento e saremo al sicuro".

“No, no, maestro; non lo farà mai! ” disse la ragazza.

“Devi occuparti del tuo equilibrio, e io mi prenderò cura del mio equilibrio. Se ognuno di noi si prende cura di se stesso protegge anche l’altro, così mostreremo la nostra abilità, riceveremo un pagamento e saremo al sicuro“.


Prendendosi cura di se stessi, uno si prende cura degli altri.

Prendendosi cura degli altri, uno si prende cura di se stesso.

Come ci si prende cura degli altri prendendosi cura di se stessi?

Praticando la consapevolezza, sviluppandola e facendola crescere.

Come ci si prende cura di sé prendensodi cura degli altri?

Con la pazienza, non danneggiando nessuno, con la gentilezza e la cura.

Più volte ci troveremo nella posizione di uno dei due acrobati. In ogni momento il nostro comportamento, le nostre parole hanno un impatto sull’altro.


La pratica di consapevolezza è per eccellenza una pratica di relazione. Ci mostra come siamo in relazione al momento che stiamo vivendo ma anche come siamo in relazione con gli altri.

In questo modo impariamo a proteggere noi stessi e gli altri e a riconoscere la relazione strettissima che c'è tra prenderci cura di noi e prenderci cura degli altri.


Una citazione di Jon Kabat-Zinn racconta proprio della resistenza che viviamo nel nostro cuore nel prenderci cura di noi.

Alcuni incontrano una certa resistenza a prendersi tempo solo per se stessi. L'etica cristiana ci ha condizionato a sentirci in colpa quando facciamo qualcosa per noi stessi. Alcuni scoprono di avere una vocina interna che dice loro che è egoismo o che non meritano questo tipo di tempo e questa attenzione. (…) Se ritieni che aiutare gli altri sia la cosa più importante nota che la misura in cui sei in grado di farlo dipende dal tuo proprio equilibrio. Prendere tempo per ‘accordare il tuo strumento’ e recuperare energia non è quindi una scelta egoistica: piuttosto è una scelta intelligente".

Una frase attribuita a Confucio recita “Per mettere il mondo in ordine, dobbiamo mettere la nazione in ordine. Per mettere la nazione in ordine, dobbiamo mettere la famiglia in ordine, Per mettere la famiglia in ordine, dobbiamo coltivare la nostra vita personale, Per coltivare la nostra vita personale, dobbiamo prima mettere a posto i nostri cuori.


Qualsiasi rivoluzione, qualsiasi atto di cura e responsabilità verso il nostro paese, il nostro lavoro o verso la nostra famiglia nasce prima di tutto nel nostro cuore e nella possibilità di prendercene cura.

Non deve essere necessariamente attraverso la meditazione. Ma coltivare uno spazio per sé è l’unico modo che conosco per prenderci cura degli altri.



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