L'unica vita che potevi salvare


Tutti nella vita abbiamo dei momenti di svolta: momenti in cui guardiamo la nostra vita domandandoci se è proprio così che vogliamo viverla. A me è successo svariate volte.

Quando lavoravo a Roma in una nota azienda del lusso desideravo aprire un asilo nido e chiamarlo Hakuna Matata. Quando lavoravo in America desideravo viaggiare nei paesi in via di sviluppo e aiutare le popolazioni svantaggiate (e in un certo senso ci sono riuscita). Ho sempre avuto un lavoro "ufficiale" e poi coltivato altri mondi e modi come quello dello yoga o della scrittura. Senz’altro il cambiamento più radicale è arrivato con la malattia di mio padre. Mi sono resa conto che questa non è una prova generale e che dovevo darmi da fare per vivere la vita che desideravo.

In un certo senso posso dire che mio padre è stato per me un messaggero. Mi riferisco alla storia di Gautama Siddhartha prima che diventasse il Buddha. Si tratta di una delle leggende che amo di più e da cui traggo sempre nuovi spunti di riflessione.

La storia è lunga ma provo a renderla breve per questo blog.

Alla nascita di Gautama Siddhartha - questo era il nome prima che diventasse “il risvegliato” - era stata fatta una profezia: sarebbe diventato un grande legislatore o una grande guida spirituale. Il padre desiderava che, come lui, il figlio diventasse un governatore. Per questo fa di tutto affinché il figlio cresca protetto da qualunque evento triste o immagine che potesse turbarlo portandolo in una direzione diversa. Tutto viene organizzato perché Gautama resti protetto da qualsiasi infelicità. Si dice che neanche una fogliolina secca o un fiore appassito veniva mostrato al suo cospetto e che venisse circondato solo da ciò che era bello, giovane e in salute.

Si muoveva da un palazzo all’altro con l’avvicendarsi delle stagioni senza che si rendesse minimamente conto della vita intorno a lui. All’età di 29 anni, Gautama, mostra curiosità per quello che succede fuori dal palazzo e chiede al suo fedele servo, anzi al suo auriga, di accompagnarlo. Per quattro sere Gautama si trova davanti quelli che vengono chiamati “messaggeri celesti”.


La prima sera si trova davanti a una persona anziana e non avendo mai visto una persona anziana chiede spiegazioni al suo fedele servitore che gli svela che è una cosa normale e che tutti diventiamo vecchi.

La seconda sera Gautama si trova davanti una persona malata e di nuovo meravigliato chiede di cosa si tratti e se anche a lui sarebbe successa una cosa così scoprendo che tutti prima o poi nella vita ci ammaliamo.