L'utilità della Mindfulness in tempo di crisi


Ho iniziato a praticare mindfulness in tempo di crisi.

Un po' di anni fa quando lavoravo in azienda amavo il mio lavoro al punto da mettere da parte ogni altra cosa e dimenticarmi di me stessa e delle persone intorno a me. Proprio in quegli anni, mio papà ha avuto un’emorragia cerebrale e questo ha cambiato la sua e la nostra vita per sempre. Come spesso succede in questi casi, la malattia di mio padre mi ha ricordato che era tempo di guardare alla famiglia che volevo costruire; per poi scoprire che in famiglia saremmo rimasti solo in due.

Potrei continuare ancora e ancora a raccontare come la vita può avere toccato me e la mia famiglia. E sono sicura che ognuno di voi può raccontare una storia simile alla mia e allo stesso tempo diversa. Come dice un celebre verso di Mary Oliver “Dimmi della disperazione, la tua e io ti racconterò a mia”.


Ho iniziato a praticare Mindfulness in tempo di crisi e la vita mi ha permesso di vedere che le onde della vita non si sarebbero fermate. Tanto valeva iniziare a surfare - per usare una metafora assai popolare nel mondo della meditazione. Oggi mi accorgo che la mindfulness è stata una risorsa importante in questa crisi che ha toccato tutti. Quello che stiamo affrontando è così vivo e presente negli insegnamenti sulla consapevolezza. Eccone alcuni accompagnati da altrettanti versi per me importanti:

1. Tutti prima o poi verremo toccati dalla sofferenza; eppure sembriamo ricordarcene solo quando qualcosa viene a mancare. L’invito della pratica è abbastanza contro-intuitivo invitandoci a guardare la sofferenza come l’origine e la strada da cui ritrovare gentilezza. Ho scelto alcuni versi di Naomi Shihab Nye nella sua celebre poesia Gentilezza:

Prima di sapere che cosa sia veramente la gentilezza

devi perdere delle cose,

devi sentire il futuro dissolversi in un momento

come il sale in un brodo leggero.

(…)

Prima che tu riconosca la gentilezza come la tua cosa più profonda,

devi riconoscere il dolore come l'altra cosa più profonda.

Devi svegliarti con il dolore.

Devi parlare al dolore finché la tua voce

non avrà afferrato il filo di tutte le sofferenze

e avrai dunque visto l'intero tessuto.

Allora sarà solo la gentilezza ad avere senso,

(…)”

2. Possiamo vivere nell’incertezza senza bisogno di conoscere le risposte per ciò che ci turba. Imparare a stare con la domanda è uno dei più grandi insegnamenti della pratica come ci ricorda un brano di Rilke “Porta pazienza con tutto ciò che resta di irrisolto nel tuo cuore, cerca di appassionarti alle domende come fossero stanze chiuse o libri scritti in una lingua straniera. (...)”.

3. La pace nella mia vita arriverà solo quando incontrerò questo momento così com’è senza aspettare che ogni cosa sia perfetta. Anche perché: lo sarà mai veramente? Lo dice magnificamente Dorothy Hunt nella poesia Questo momento senza giudizio di cui ho scelto qualche riga:

“(…)

La pace è questo momento senza credere che dovrebbe essere in qualche altro modo, che dovresti provare qualcosa di diverso,

che la tua vita dovrebbe realizzarsi secondo i tuoi piani.

La pace è questo momento senza giudizio,

questo momento nello spazio del cuore dove tutto quello che c'è, è benvenuto”.

4. Gli eventi difficili continueranno a arrivare. Non ho controllo su questo. Posso però scegliere come incontrarli. Non è forse questa l’ultima e la più grande delle libertà?

Ecco come lo esprimeva Goethe:

Sono giunto alla spaventosa conclusione di essere l'elemento decisivo. È il mio approccio personale che crea il clima. È il mio umore quotidiano che rende il tempo. Possiedo un enorme potere di rendere la vita miserabile o gioiosa. Posso essere uno strumento di tortura o uno strumento di ispirazione, posso umiliare, ferire o guarire. In tutte le situazioni, è la mia risposta che decide se una crisi viene intensificata o declassata e una persona viene umanizzata o disumanizzata. "


Dico sempre ai miei gruppi che non si pratica per ottenere qualcosa, per raggiungere un certo stato o per scacciare una sofferenza ma per incontrare il momento così com’è, per incontrare noi stessi così come siamo. Una modalità dell'essere e non del fare. Eppure oggi vorrei sottolineare che la pratica della consapevolezza è utile per imparare a incontrare la vita con saggezza, una risorsa per non essere travolti dalla sofferenza. In questo senso è davvero la pratica della libertà. Lo dice bene Rumi in alcuni versi che recitano:

“ La tua pratica ti gioverà in un altro momento;

un giorno ciò di cui hai bisogno

sarà improvvisamente soddisfatto”.


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