Papà mindful e il mito di Sisifo


Il post di oggi mi fa tornare ai tempi del tema in classe del 19 Marzo “Descrivi il tuo papà”. Chissà come sarebbe differente questo tema scritto in epoche diverse della vita.

Il papà che conosco oggi racchiude l’essenza dell’essere umano: la fragilità di un corpo provato da una malattia di qualche anno fa e la tenacia, la perseveranza di chi conosce il valore della vita e la sceglie tutti i giorni.

Mio papà incarna la possibilità che abbiamo tutti fino all’ultimo di cambiare, non per essere qualcosa di diverso, ma per lasciare andare vecchie certezze, passioni di una vita e scoprire che va bene così, che c’è ancora vita da scoprire se solo ci concediamo il permesso di esplorare. Mio padre che dalla sua sedia a rotelle, con una voce che non esce più come una volta, riesce ancora a far sentire il suo punto di vista e la sua autorità. Mio padre che nonostante gli impedimenti continua a viaggiare e a esplorare il mondo da un nuovo punto di vista.

Spesso è proprio un evento triste come una malattia o una perdita a risvegliare la consapevolezza per il valore della vita.

Ma posso dire con certezza che mio padre coltiva questo valore da molto tempo. Tanti anni fa, quando mi sono avvicinata alla mindfulness, ho iniziato a lavorare molto sulla pratica della gratitudine e tenevo sul comodino un quadernetto in cui annotavo le cose della giornata per cui ero grata. Quando mio papà è stato male, abbiamo scoperto che anche lui, in un taccuino scriveva e ringraziava per ogni giorno che gli veniva dato. Nei sette lunghi mesi che ha trascorso in ospedale tra coma, rianimazione e riabilitazione, mia mamma ha continuato a scrivere per lui quel quaderno della gratitudine e mi piace pensare che sia stato anche quello a tenerlo in vita insieme alla gratitudine per il quello che è stato e per quello che arriverà.

La condizione di mio padre, mi ricorda la storia di Sisifo, re di Corinto, condannato a spingere ogni giorno un masso pesantissimo fino in cima alla collina per poi vederlo ricadere ogn